Quello che una copertina non dice
Adesso potete vederla 😍
La copertina di Craving the Enemy restituisce il buio, le spine e la tensione che circondano Lyra ed Elias/Thorn. Racchiude l’identità dei Grave Saints e l’atmosfera di una storia in cui proteggere qualcuno può assomigliare molto a marchiarlo.

Ma una copertina, per quanto precisa, non può raccontare tutto ciò che è accaduto prima. Non può mostrare i mesi in cui questa storia ha continuato a esistere mentre il percorso previsto per raggiungere le lettrici si interrompeva. Non può raccontare il momento in cui Vesperion Edizioni l’ha scelta.
E non può contenere il modo in cui le Blue Mountains, con le loro leggende, hanno plasmato il respiro del romanzo.
Non cercavo soltanto uno sfondo spettacolare. Mi serviva un luogo capace di esercitare una pressione reale sui personaggi.
Una cittadina circondata da montagne, boschi e strade che sembrano inghiottite dalla nebbia può essere un rifugio. Può diventare una gabbia. Può proteggere i segreti di una comunità e rendere quasi impossibile capire dove finisca il paesaggio e cominci il territorio dei Grave Saints.
In quel luogo, la distanza tra Lyra e Thorn non si misura soltanto in anni, potere o appartenenza.
Si misura in tutto ciò che dovrebbe tenerli lontani.
Lei non dovrebbe affidarsi a lui, perché le è stato insegnato che chi le si avvicina… muore.
Lui non dovrebbe desiderare di proteggerla, perché quanto più teme di perdere qualcosa, tanto più affonda i denti per trattenerlo.
La copertina mostra il mondo in cui Lyra e Thorn stanno per entrare. E nel quale stanno per trascinare anche voi 😏
La storia racconterà che cosa dovranno scegliere per riuscire a vivere davvero.
Qual è stato il primo dettaglio della copertina ad attirare il vostro sguardo?
Copertina e materiali ufficiali di Craving the Enemy © Vesperion Edizioni.
