Newsletter: Febbraio 2026
Ci sono storie che non chiedono di essere amate.
Chiedono solo di essere guardate senza distogliere lo sguardo.
Kyra Synd
«Fa’ il cazzo che ti pare. Domani sarò ancora Nika, la stessa di oggi. La cantante dei Midcrime e mai una delle tue ragazze.» È sincera e determinata, anche se trema. «Fai del tuo peggio, Ron.»
Non è stupida, ha capito benissimo cosa ho in mente. Ha paura, conosce il dolore, eppure preferisce affermare la sua libertà di vivere come le pare. Era questo il tassello mancante. Sogghigno. Lascio scivolare le mani sul suo corpo, le insinuo tra lei e la porta. Le afferro le tette e la scosto, la stringo a me.
«È per questo che ti nascondi qui?» Trattiene il respiro, ha fiutato la trappola. Troppo tardi. «Non posso spezzare qualcosa che non esiste, vero? E tu sei già stata fatta a pezzi.» Le lecco il collo, non protesta. «Una sola domanda: chi è stato?»
«Cosa importa?»
«Potrebbe essere l’unica speranza che hai di farmi cambiare idea.»
© Dirty Play
Nika non è ingenua.
Sa che il suo modo di usare il sesso è una costruzione difensiva. Un’esposizione controllata che finge sicurezza mentre tenta di costruirsela.
Dirty Play non racconta una caduta improvvisa.
Racconta una dinamica che diventa irreversibile nel momento in cui la scelta viene letta come una sfida.
Il Ronin brama distruzione
Il punto non è cosa accade, ma quando il gioco smette di essere tale.
Dirty Play è una presa di posizione.
Non è un romance, perché non concede redenzione. È un dark psicologico, perché mostra cosa resta quando il desiderio viene usato come riparo e diventa una trappola. È narrativa femminile, perché mostra la ferita di una donna che è sopravvissuta da sola.
Anche la pubblicazione segue questa logica.
📌 Cartaceo solo agli eventi.
📌 Ebook solo in uno spazio chiuso (Patreon).
Non per creare distanza, ma per richiedere una scelta consapevole a chi legge.
Il concept grafico nasce dallo stesso principio

Lo specchio rotto e il pentagramma riportano a Nika. Il teschio e il fumo rappresentano il Ronin.
Non si fondono.
Si fronteggiano.
Ci sono storie che non chiedono di essere amate.
Chiedono solo di essere guardate senza distogliere lo sguardo.
