Il silenzio in una storia in cui i pensieri non tacciono mai

Questa settimana avrei dovuto tornare da Vincent e Heljä con un nuovo capitolo di Hearts Collide.

Non accadrà.

Non perché la storia si sia fermata e nemmeno perché abbia smesso di chiamarmi. Semplicemente, in questi giorni non ho lo spazio necessario per scriverla come merita. E ci sono storie alle quali non voglio consegnare soltanto parole affastellate al volo: voglio consegnare la giusta attenzione.

Soprattutto quando i personaggi non possono nascondersi nemmeno dentro la propria mente.

La telepatia di Hearts Collide non è nata per rendere più facile l’intimità tra Vincent e Heljä. È nata per complicarla.

Sentire i pensieri di qualcuno non significa necessariamente comprenderlo. Un pensiero può essere istintivo, contraddittorio, perfino crudele. Può rivelare un desiderio che la persona non è pronta ad accettare o una paura che non saprebbe confessare. Può infittire un mistero, paradossalmente.

E poi esiste l’altra parte della violazione: non poter scegliere che cosa tenere per sé.

Mentre scrivo Vincent e Heljä, torno spesso alla stessa domanda.

Che cosa ci spaventerebbe di più: ascoltare ciò che una persona non vorrebbe dirci o sapere che quella persona può ascoltare noi?

È in questa distanza, tra ciò che viene percepito e ciò che si è pronti a condividere, che vive davvero la loro storia.

Per questo non voglio scrivere il prossimo capitolo soltanto per riempire lo spazio di una settimana. Preferisco restare ancora un po’ in ascolto e tornare da loro quando potrò farlo senza fretta. Con la cura e l’attenzione che merita ogni personaggio, ogni voce che decide di entrare nella mia testa.

Nel frattempo, sono curiosa di conoscere la vostra risposta.

Vi spaventerebbe di più poter sentire i pensieri della persona che amate o non riuscire a nasconderle i vostri?


Se non conoscete ancora Vincent e Heljä, il primo capitolo è accessibile a tutti. I capitoli successivi fanno parte dell’esperienza Full Patch.

Hearts Collide

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