Dream with Skulls – Tiny, Episodio 1

Tiny ha appena ottenuto i colori degli Iron Skulls dopo due anni come Prospect. Questa è la sua prima notte da Full Patch, vista attraverso i suoi occhi e un incontro inaspettato 😏

Riprendo qui l’episodio che avevo pubblicato anni fa nella rubrica “Dream with Skulls”, così chi entra adesso nel Charter può leggerlo anche se non l’ha mai visto.

Gli Episodi 2 e 3, con il seguito, saranno disponibili per chi è almeno Hangaround.

Buona lettura! 😘

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Edge mi passa il braccio dietro le spalle e mi stringe in una presa al collo, costringendomi a piegarmi in avanti. «La tua prima uscita da Skull, coi colori in bella mostra e la patch da membro effettivo. Dobbiamo festeggiare come si deve!»

«Okay, magari se mi lasci respirare…»

Scoppia a ridere e raggiungiamo il dehors del Paradise, tra profumo di salsedine e patatine fritte. Non c’è molta gente stasera, ma forse è colpa anche dell’ora: ci siamo liberati tardi.

«Mi sa che ci va male» gli faccio notare.

«Intanto, bagniamoci la gola. Al massimo andiamo a trovare Tommy che stasera lavora.»

Prendo posto a uno dei tavoli che di solito occupiamo. «Cosa vuoi che me ne freghi di vedere l’australiano che si spoglia?»

«Tiny, Tiny» Edge scuote la testa. «Tu non hai capito un cazzo!»

Mi sporgo avanti sul tavolo e lo invito a spiegarsi, così sfoggia un sorrisetto spavaldo, stravaccandosi sulla sedia.

«Quando lui si esibisce, quel posto si riempie di donne super eccitate e ben disposte a passare per le mani di ragazzacci tatuati.»

Brenda arriva con due boccali di birra, senza nemmeno darci noia per ordinare.

Le sorrido. «Grazie, tesoro.»

Mi soffia un bacio a distanza e si infila tra le gambe di Edge, per accomodarsi sulla sua coscia. Lui la ignora e alza il bicchiere verso di me, che ricambio.

Un gruppetto di ragazze arriva schiamazzando, una inciampa e si aggrappa all’amica che sbuffa, tra le risate. Devono avere già bevuto.

Brenda sbuffa. «Ti pareva che non arrivasse qualcuno a rompere le scatole?»

Si alza e sussurra qualcosa a Edge, che sembra gradire pur non dandole troppa soddisfazione. Ultimamente ho l’impressione che la tenga più a distanza del solito, tranne quando se la scopa.

«Ehi» mi richiama lui. «Mi sa che è arrivato qualche bel bocconcino. La morettina ha le curve giuste, ma anche la brunetta ha due belle tette.»

La osservo meglio: bassina e formosa al punto giusto e non è difficile immaginare come aggrapparsi a quella vita stretta, per godersi il culo da capogiro; un vestito corto che le risalta il fisico, lasciando scoperta la schiena, e le spalle accarezzate dai riccioli castani. Sta parlando proprio con la mora a cui si riferiva lui e scosta i capelli dietro l’orecchio, su cui brilla una fila di orecchini.

«La brunetta deve essere un bel tipino.» Mi blocco appena si volta, esortata dall’altra, e incrocio due grandi occhioni verdi da cerbiatta.

Cazzo! Non scorderei mai quegli occhi e nemmeno quella bocca maledetta.

Mi alzo di scatto. «La brunetta a mia.»

«Ehi.» Edge mi afferra un polso. «Tutto okay?»

Mi volto il necessario per guardarlo in tralice e sogghignare. «Benissimo, amico. Ho solo la mia occasione d’oro per pareggiare un vecchio conto.»

«Non vorrai fare casini, vero? Conosci la regola sulle donne.»

Credo sia la prima volta che lo vedo seriamente preoccupato per me e mi fa piacere, mi fa sentire parte del club. Fino in fondo.

«Non le voglio fare male, soltanto scoparmela.» Inarca un sopracciglio, confuso. «Un due di picche di cui sono certo potrò rifarmi, adesso.»

Scoppia a ridere, perché ha visto un paio di foto del liceo e non è difficile capire che è rimasto ben poco del ragazzino sfigato e mingherlino di allora.

«Vai, fratello!» mi incita con un brindisi.

Lally, preparati: stanotte ti farò pentire di avermi scartato.

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