Primal Play: partiamo da qui
Scrivo spesso dinamiche Primal, più o meno dichiarate, e ho notato una cosa.
In Italia, questa dinamica viene spesso confusa con altro. Oppure ridotta a un’immagine molto superficiale.
Per questo parto da qui, il primo di tre articoli.
Serve a dare un contesto. Non a definire regole.
È tardi, la musica nel locale è alta e sorseggio un drink al bancone. Una serata come tante, eppure una sensazione mi punzecchia il collo, quel fastidioso e inconfondibile sentore di essere osservata.
La combatto. Cerco di ignorarla, ma… alla fine cedo. Devo.
Mi giro con il bicchiere in mano, gli occhi saettano tutt’intorno e scandagliano i presenti che affollano la stanza, ognuno di loro perso nel proprio divertimento.
Finché succede.
Incrocio un altro paio d’occhi che mi fissano. Guardano proprio me e la connessione è immediata. Un brivido mi parte dal collo e scende fino a farmi venire la pelle d’oca. È qualcosa che non so spiegare, anche se mi è così dannatamente familiare. Troppo…
Basta una frazione di secondo ed entrambi giungiamo alla stessa conclusione, con quella vocina nella testa che non ha dubbi e non sente ragioni. No, lei rinnega ogni logica e decide di gridare: la caccia è aperta.
Il primo fraintendimento nasce qui. Spesso il kink Primal viene confuso con la dinamica Dominante/Sottomesso. Soprattutto se non viene messa in scena “la caccia in un bosco”, che è l’elemento più eclatante e intenso del Primal Play, ma richiede “spazi” particolari. Insomma, vi sfido a farlo come nulla fosse 😂
La dinamica Primal e D/S possono sembrare simili dall’esterno, ma sono in realtà molto diverse e capirlo può aiutare ad apprezzare di più i personaggi e le loro relazioni anche nei libri.
Il Primal Play è stato incluso solo di recente nella comunità BDSM. Perché? Questa pratica si concentra su dinamiche istintive e non strutturate che divergono dai rituali e dalle regole tipicamente associati al BDSM tradizionale. Il BDSM ha radici profonde in pratiche ben definite con regole chiare e consenso negoziato (ad esempio il bondage, la disciplina, il dominio/sottomissione, ecc.).
Nel Primal Play il consenso esiste, ma cambia il linguaggio.
Diventa fisico. Reattivo. Immediato.
Non si basa su scenari preparati o strumenti, bensì sulla risposta del corpo.
Sulla tensione.
Sul riconoscimento.

Il Primal Play esplora una connessione più viscerale, con una dinamica che vive nello spazio tra Cacciatore e Preda.
E funziona solo quando entrambe le parti sono presenti. Attive. Consapevoli.
È un’esperienza cruda e istintiva che tocca i nostri desideri più profondi. Si tratta di connettersi a livello viscerale, di lasciar andare tutte le apparenze e di confrontarsi con il nostro io più vero.
Questa pratica intensifica, quindi, la connessione umana attraverso l’espressione pura delle emozioni e degli istinti basilari, valorizzando la sua connotazione liberatoria e profondamente significativa per i Primal.
Posso testimoniare che in altri contesti il Primal era noto e discusso in Italia da almeno una ventina d’anni, ma proprio l’ambito in cui era affrontato lo portava spesso a degenerazioni ed era assai facile incappare in soggetti da evitare (e denunciare).
Non tutto ciò che si presenta come “istinto” è sano.
E non tutto ciò che viene etichettato come Primal lo è davvero.
Confesso di aver pensato a lungo se affrontare o meno l’argomento e, alla fine… Eccomi qui! Tanto scrivo già cose zozze, cosa sarà mai? 😂
Non faccio di certo statistica, però so anche di non essere l’unica Primal a essersi sentita per tanto tempo “sbagliata”, mentre si parla semplicemente di un kink e di “trovare i propri simili”.
Nei prossimi articoli entreremo più nello specifico.
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Ruoli
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Dinamiche
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Comunicazione
Se questa dinamica ti incuriosisce, o ti mette a disagio, puoi dirlo.
Qui si può parlare senza semplificare 😘
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