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“Waiting” di Daniel Di Benedetto

  • TITOLO: Waiting
  • AUTORE: Daniel Di Benedetto
  • EDITORE: DZ Edizioni
  • GENERE: Narrativa
  • PAGINE: 135

"Waiting" di Daniel Di Benedetto

Trama

Tutti siamo in perenne attesa.
Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.

Una vecchia panchina di legno, all’ombra della grande quercia in un parco comunale, è il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.
Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dell’attesa.
Una storia dall’andamento circolare, che si svolge nell’arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.

Un sorriso, una carezza, un’assenza, un dolore. C’è spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.
Oggi verso il domani, semplicemente aspettando…

Le mie impressioni

“Ciao, Panchina. Dovrai raccontarmi un po’ di cose, domani. Vuoi?”

Non è facile parlare di Waiting, che in sé ha il pregio di essere breve, fluido, tangibile nel suo intreccio, delicato nello stile, ma pesante nella realtà che mostra.
La trama è lì, non ho molto da aggiungere, se non che è stato davvero interessante osservare come una semplice panchina sia divenuta un ricettacolo di vite, emozioni, rimpianti e speranze.

Lo stile di Daniel riesce a essere toccante in tutte le storie che dipinge, le parole in mano a lui diventano seta, seppur ti si appiccicano addosso fino a toglierti il fiato. Ecco, questo è il punto. Lui è vero, come verosimili risultano le vite che ci racconta e il quadro della società che si delinea è risultato così reale e familiare, per me, da fare male, perché non mi piace, perché certe situazioni le ho sperimentate e lì, tra le sue righe, le ho rivissute. Ciononostante, non posso che apprezzare proprio la bravura di questo autore nell’essere riuscito a farlo in un simile modo. Pezzo dopo pezzo, ci fornisce gli elementi di un puzzle particolare, i cui contorni restano sfumati, poiché altre persone passeranno per quella panchina e lo sappiamo: a noi viene concesso lo spaccato di un tempo, breve nella vita di quell’oggetto, ma significativo per qualcuno.

Conclusioni

Se volete fare un viaggio unico in diverse emozioni, con diversi occhi e un comune denominatore che unisce tutto, impedendo che perdiate la via, Waiting fa per voi. Avrete modo di sperimentare diverse sentimenti verso i personaggi, finendo magari per amarne qualcuno e arrabbiandovi con qualche altro… magari come me, vorreste tanto potervi portare a casa Rufus (il gatto).

Da allora, tutte le volte che il cielo regalava lacrime Rufus sentiva nell’aria l’odore di Lele impregnato su quel cuscino e iniziava a fare le fusa sommessamente.


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